Progetti

"Esperienze di economia solidale e sociale in Asia, problemi e prospettive per una cooperazione solidale -

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Lunedì 15 marzo, dalle ore 18 alle 20,

la Bottega del Mondo DOMUS AEQUA e Reorient Onlus

vi invitano all’incontro  

"Esperienze di economia solidale e sociale in Asia, problemi e prospettive per una cooperazione solidale.

Un caso concreto: IL COMMERCIO EQUOSOLIDALE IN VIETNAM E L'ESPERIENZA DI MAI."

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Un libro per Kabul

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 L’Afghanistan soffre di una drammatica crisi umanitaria, causata da venti anni di guerre che ne hanno devastato l’economia, il sistema sanitario e quello scolastico. Le conseguenze del conflitto sono allarmanti: si stima che un afgano su cinque abbia riportato una o più ferite a causa di mine antiuomo e che il 70% di questi siano bambini. La percentuale di analfabetismo maschile è del 53%; quella femminile, dell’85%. Il progetto si propone di aprire quante più biblioteche possibile, all’interno di scuole elementari e medie,allo scopo di dare una maggiore possibilità agli studenti di riprendere il percorso scolastico. Infatti, molti di loro non possono ancora frequentare la scuola, perchè mancano le aule e soprattutto perché non possono permettersi di acquistare i libri. Le biblioteche creeranno un punto fisso nella scuola, in cui gli studenti potranno usufruire dei libri di cui necessitano durante le ore di lezione. La biblioteca sarà gestita dagli studenti stessi con l’aiuto dei loro insegnanti: in tal modo i ragazzi potranno acquisire nuove esperienze e competenze. Il progetto, iniziato nell’estate 2004, ha già visto l’apertura di 3 biblioteche scolastiche.Sin dalla sua nascita l’Associazione ReOrient-Gli Amici di XA Me, fondata nel 1994 e onlus dal 1999, ha operato attraverso il sostegno a distanza e la stretta collaborazione con organizzazioni locali e non, attivando progetti e attività di educazione allo sviluppo e dedicandosi in particolar modo a migliorare le condizioni di vita dei bambini dei Paesi in via di Sviluppo. Attualmente ReOrient è attiva, oltre che in Afghanistan, in Vietnam, Sri Lanka, Uruguay e Repubblica Dominicana.

Partner locale del progetto è l’Afghan Youth Council –AYC

 

Serata a favore del progetto “Un libro per Kabul”

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La vita giorno per giorno  Kabul Roma andata e ritorno  

Serata a favore del progetto “Un libro per Kabul” Campagna Biblioteche Solidali

delle Biblioteche di Roma Roma, 4 Dicembre 2009

Bottega del Mondo Domus AequaVia di S. Eufemia, 9 – ore 18.30

Programma:
Ore 18,30 Inaugurazione della mostra fotografica “Voci e volti dell’Afghanistan” 

A seguire dibattito “Afghanistan un paese che vive”

 Interverranno  Pia Cantini  Cooperativa sociale Oasi Urbana
Alberto Barbieri  Medu (Medici per i diritti umani) 

Simona Lanzoni  Pangea Onlus

Zurha Bahman Afghan Youth Found
testimonianze di Afghani a Roma,  

Ivana Dama  Progetto Biblioteche Solidali Comune di Roma

Coordina  Raffaella Piermarini Reorient Onlus  

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Tessere un filo di lana solidale tra Italia e Uruguay

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America Latina - Uruguay: Dipartimento della Florida, Dipartimento di Rocha, Area metropolitana di Montevideo -Dipartimenti di Canelones e di Montevideo.

L’obiettivo centrale del progetto è strutturare una nuova filiera di economia solidale in Uruguay, nel Mercosur e tra Uruguay e Italia attraverso il recupero e la conservazione di un sapere e di una cultura materiale locale tradizionale, quella della produzione, filatura e tessitura della lana, per sostenere la ripresa economica e sociale del Paese avviata dopo la crisi del 2002 proprio grazie al moltiplicarsi di esperienze di economia sociale e solidale.

Obiettivi specifici del progetto sono:

Ø  sostenere la formazione nella produzione di manufatti tessili di lana di piccoli gruppi di donne

produttrici e tessitrici in aree depresse dell’Uruguay attraverso l’incontro con piccoli produttori e

consumatori organizzati della Regione Lazio e italiani;

Ø  sostenere la produzione di reddito attraverso la costruzione di una filiera artigianale della lana;

Ø  includere gruppi di piccoli produttori e di donne artigiane in una rete di economia solidale nazionale,regionale e internazionale;

Ø  sostenere ideazione, realizzazione, marketing e commercializzazione di una prima linea di prodotti di lana;

Ø  sostenere l’avvio di percorsi di certificazione comunitaria e/o biologica e/o equosolidale.

Le principali attività previste dal progetto nel primo anno  sono:

1.1. Stesura di un rapporto di analisi sulle capacità produttive e tecniche dei gruppi di produttrici coinvolti, delle caratteristiche territoriali e delle potenzialità economiche e logistiche della filiera, sia in ambito nazionale sia internazionale;

1.2. Missione sul campo per la costruzione di una filiera integrata della lana tra produttori , gruppi di tessitrici, di artigiane e realtà dell’economia solidale nazionale e regionale;

1.3. Primo corso di formazione delle capacità tecniche, di design e di confezionamento delle tessitrici e delle artigiane uruguayane grazie all’affiancamento con gruppi di artigiani e artigiane italiane, secondo i principi della cooperazione solidale tra territori;

1.4. Secondo corso di formazione delle competenze commerciali, di marketing e di gestione del prodotto delle tessitrici e delle artigiane uruguayane;

1.5. Produzione e fornitura di materia prima e/o semi-lavorato a realtà artigianali nazionali, regionali e/o internazionali, nell’ambito dei principi e delle reti di economia solidale, per avviare la sostenibilità del progetto;

1.6. Produzione di materiali informativi sulle esperienze dei protagonisti e sulle azioni previste dal progetto;

1.7. Organizzazione e realizzazione di un evento nazionale/regionale di scambio di esperienze tra gruppi di produttori e realtà delle economie solidali nazionali-regionali e/o internazionali, per dare visibilità ai risultati raggiunti dal progetto e alle sue potenzialità future, presso la Città dell’Altraeconomia di Roma.

 Nel secondo anno si prevede:

2.1. Partecipazione di uno o più leader dei gruppi di produttrici e artigiane dell’Uruguay ad un ciclo di eventi in Italia di formazione e di informazione per la verifica della domanda di prodotti, con almeno cinque gruppi di acquisto e/o botteghe del commercio equo in appoggio al progetto.

2.2. Produzione di materia prima di alta qualità secondo le tecniche più all’avanguardia;

2.3. Ideazione e design di una linea-test di prodotti finiti per il mercato locale-regionale-internazionale;

2.4. Ideazione e produzione di materiali di promozione della linea di prodotto;

2.5. Evento di lancio della linea presso la Città dell’Altra economia di Roma;

2.6. Partecipazione ad almeno una fiera nazionale/regionale delle economie solidali o del commercio equo per la presentazione della linea e la costruzione di ordinativi.

I fattori di criticità individuati per la realizzazione del progetto sono:

- Aggravamento delle condizioni generali socio-economiche dell’Uruguay, che impediscano alle donne la partecipazione al progetto;

- Progressivo calo nel Paese della produzione laniera, a causa della sua bassa redditività a confronto con le colture intensive agricole;

- Insufficiente articolazione sul territorio delle necessarie capacità tecnico-produttive;

- Scarsità di infrastrutture logistiche e di trasporto locale indispensabili all’articolazione della filiera produttiva e commerciale;

- Scarsa strutturazione del mercato locale e regionale e levitazione dei costi di trasporto che incidono sul prezzo finale;

- Calo della domanda di prodotti ad alto valore aggiunto legato alla crisi economica sia nell’area del Mercosur sia in Italia.

I beneficiari diretti del progetto sono:

- Diverse Cooperative di produttori di lana consorziati nella Central Laniera de Uruguay

-Circa  Novanta donne organizzate in quattordici piccole cooperative impegnate nel processo di produzione  artigianale nei  Dipartimenti  di Florida,Rocha, Cannelones Montevideo ;

- I produttori/artigiani locali e della Regione Lazio e italiani, che potranno accrescere le proprie competenze nella produzione e nel design dei semilavorati e dei prodotti in lana, grazie all’incontro e allo scambio con i produttori dell’Uruguay.

I beneficiari indiretti del progetto sono:

-  Più di un centinaio  di  famiglie delle operatrici coinvolte nella costruzione della filiera della lana tra il Dipartimento di Rocha (località Lascano) Florida e  l’area metropolitana  (tra i Dipartimenti di Rocha e di Montevideo); del Dipartimento di Florida tra le aree rurali di 25 de Agosto, 25 de Mayo, Polanco, Sarandí Grande, Cardal, La Macana e Fray Marcos;

- I punti di coomercializzaione dell’economia solidale in Uruguay (Tienda Ecosol )

- le reti delle economie solidali del Lazio e italiane, che potranno allargare il proprio network;

- i consumatori critici e solidali in Uruguay e in Italia, fornendo strumenti di scambio culturale per sensibilizzare sulle tematiche dell’inclusione sociale e della costruzione di rapporti diretti tra consumatori e produttori, e creando le condizioni per un sostegno da parte dei consumatori critici alla crescita ed allo sviluppo di filiere sostenibili ed attente ai diritti;

- I soggetti delle economie solidali della Regione Lazio ed italiani, come possibile canale di sbocco per le produzioni commerciali delle realtà produttive uruguayane e come soggetti attivi sul territorio nazionale per la diffusione delle buone pratiche di economia sostenibile e locale sviluppate in Uruguay e nell’area del Mercosur.

 

Partenr del progetto assime a Reorient sono Retos al Sur In Uruguay  e Fair in Italia

 

 

Filera della Lana Solidale in Uruguay

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Tessere un filo di economia solidale tra Italia e Uruguay 

America Latina - Uruguay: Dipartimento della Florida, Dipartimento di Rocha, Area metropolitana di Montevideo -Dipartimenti di Canelones e di Montevideo. L’obiettivo centrale del progetto è strutturare una nuova filiera di economia solidale in Uruguay, nel Mercosur e tra Uruguay e Italia attraverso il recupero e la conservazione di un sapere e di una cultura materiale locale tradizionale, quella della produzione, filatura e tessitura della lana, per sostenere la ripresa economica e sociale del Paese avviata dopo la crisi del 2002 proprio grazie al moltiplicarsi di esperienze di economia sociale e solidale.

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